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08

apr

2013

Critiche dei tradizionalisti a Papa Francesco

Papa Francesco piace quasi a tutti, religiosi, laici, credenti e non credenti, cantanti e calciatori; ma c’è una categoria di persone che (sempre più apertamente) manifesta una certa perplessità sull’inizio di pontificato di Papa Francesco.

 

Sono i cosiddetti cattolici tradizionalisti, quelli affezionati alle liturgie antiche, al latino, e a tutto quell’apparato di simboli che la Chiesa Cattolica ha sviluppato nell’arco dei suoi 20 secoli di storia.

 

Sono persone di tutte le età e tutte le nazionalità, sono estremamente preparati, spesso ferventi cattolici, studiano con passione i simboli e la storia della Chiesa, cercando di ricondurre i simboli ai propri significati, e ritengono che le tradizioni (anche liturgiche o di cerimoniale) legate al Papato abbiano valore ancora oggi, e non siano tutte da buttare via.

 

Il pontificato di Benedetto XVI aveva dato in un certo qual modo un riconoscimento esplicito alle loro istanze, visto che il Papa Emerito ha dedicato alla liturgia (ed al suo valore) una parte significativa del proprio magistero; li ha fatti uscire dalla semi-clandestinità con ilMotu Proprio Summorum Pontificum, con il quale si stabilisce che la liturgia secondo il messale del 1962 (in sostanza, la Messa pre-conciliare) può essere celebrata da qualsiasi sacerdote di rito latino in qualsiasi diocesi di rito latino, senza la necessità di autorizzazione esplicita da parte del Vescovo locale, autorizzazione prima necessaria, secondo quanto stabilito dalla circolare Quattuor abhinc annos della Congregazione per il Culto (detta anche – impropriamente – indulto di Agatha Christie), e confermato da Giovanni Paolo II nel Motu Proprio Ecclesia Dei del 1988.

 

Sempre con Benedetto XVI regnante, i riti ed i cerimoniali della curia romana avevano ripreso parte del loro antico splendore, con decisioni sempre a lungo ponderate ed anticipate sia sull’Osservatore Romano che per mezzo di note a cura dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, volte a spiegare, ad esempio, perchè il Papa ha sostituito per due volte in otto anni la ferula (il bastone pastorale del Papa) oppure ha ricominciato ad usare il fanone (un indumento liturgico proprio dei Sommi Pontefici), o ancora, perchè si è ricominciato ad eseguire la marcia delle trombe d’argento all’ingresso del Pontefice nella Basilica Vaticana, in occasione delle celebrazioni più solenni.

 

Ebbene, ora i tradizionalisti si trovano un po’ spiazzati dalle decisioni liturgiche e cerimoniali di Papa Francesco, che invece preferisce la semplicitàl’italiano al latino, nec rubricat nec cantat, eccetera; e negli ultimi giorni alcune di queste perplessità sono state portate all’attenzione della stampa.

 

Diciamo subito che il dibattito sul ruolo e sul valore della liturgia è uno dei più accesi (insieme a quello ecclesiologico sul primato petrino) in seno alla Chiesa Cattolica negli ultimi anni; basti pensare che lo stesso Bendetto XVI proprio sulla liturgia ha ricevuto negli anni (anche da ambienti interni alla Chiesa) critiche spesso severe; insomma, è naturale che dell’argomento si discuta, ma ci sembra di poter dire che tale discussione, se pur presente, viene spesso strumentalizzata.

Si: dall’istante successivo all’elezione di Papa Francesco è cominciata, da parte di una certa stampa, una campagna sottile e pericolosa, volta a far immediatamente dimenticare il pontificato di Benedetto XVI (abbiamo già citato i vari Macuso, Kung e Boff, che dopo aver criticato aspramente ed ogni giorno Benedetto hanno invece abbracciato Francesco ancor prima che dicesse una parola).

 

Il giorno dopo l’elezione di Francesco ha cominciato a circolare una storiella (del tutto destituita di fondamento) secondo la quale Bergoglio, nella stanza delle lacrime avrebbe detto al Maestro Mons. Guido Marini che gli porgeva la mozzetta: “Questa se la mette lei, il carnevale è finito”; questa bufala, rilanciata su tutti i giornali, e sommata alla semplicità di Papa Francesco ha persino infiammato qualche animo, portando un blog tradizionalista (pur sempre, fino a quel momento, rispettosissimo verso la Chiesa e il Papato) a pubblicare un articolo dal discutibile titolo “La maleducazione al Soglio di Pietro”.

 

Una nuova ondata di perplessità è montata quando, durante la presa di possesso del Laterano, Papa Francesco si è presentato con la ferula di Scorselli (quella usata quasi sempre da Giovanni Paolo II, per intenderci) che Benedetto XVI aveva abbandonato dopo due anni di pontificato per riprendere quella di Pio IX (e poi una realizzata sul modello di quest’ultima e regalatagli dal Circolo S. Pietro).

 

Alcuni sono perplessi perchè, dopo 8 anni di lavoro e di catechesi relativa al recupero di simboli un po’ caduti in disuso, sembrano bastate poche settimane per dimenticare tutto, ma soprattutto molti sono preoccupati dalla lettura che una certa stampa da di queste scelte.

 

Si è purtroppo caduti in una sorta di circolo vizioso, per cui un certo tipo di stampa pone eccessivamente (ed in alcuni casi strumentalmente) in risalto ciò che Francesco fa di diverso da Benedetto, e di conseguenza i tradizionalisti si preoccupano del significato di tali scelte e delle possibili strumentalizzazioni; la stampa chiude il cerchio dando voce alle perplessità e raccontandole come polemiche, descrivendo i tradizionalisti come nemici di Francesco e di conseguenza allargando il solco tra i due pontificati.

 

In sostanza, speriamo che tutti siano moderati, che chi cerca di far passare Benedetto come un incidente di percorso la smetta e che l’ufficio per le celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice torni presto a spiegarci le ragioni delle scelte liturgiche del Papa Francesco, non per confortare noi che il rifiuto del fanone non rappresenta il desiderio di Bergolgio di distruggere il papato ma per evitare malevole e dannose strumentalizzazioni ai danni del Papa Emerito, che (nonostante li meritasse) il favore e l’apertura di credito della stampa che Francesco sta sperimentando in queste settimane, non li ha mai visti.


ilVaticanista

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Commenti: 9

  • #1

    Maria Nevia Boni (martedì, 09 aprile 2013 09:20)

    Sono assolutamente daccordo con quanto rilevato dall'articolo,premesso che da cattolica ho sempre rispettato il Pontefice Regnante,nell'attuale situazione si è creato un certo disagio tra i "Fedelissimi" di Benedetto XVI(Tra questi anch'io),e il resto del mondo anche non credente che in pochissimo tempo vede in Papa Francesco come una specie,scusate il termine,di STAR internazionale.A questo ha sicuramente contribuito una costruzione mediatica,a mio avviso,inadeguata.
    La Fede,e la Chiesa Cattolica vivono un periodo particolarmente delicato,e bisognerebbe concentrarsi sull'ESSENZA del Credo e sul futuro della società e della stessa Chiesa.

    La Stampa dovrebbe concentrarsi di più su questo concetto,che non mettere in risalto anche i minimi particolari delle scelte del Papa,siano esse liturgiche che semplicemente personali.
    Un esempio:il fatto che l'attuale Pontefice continui a portare il pettorale che aveva,di semplice metallo,non credo sia sufficiente a far apparire la "PERSONA" più UMILE del Suo Predecessore,e da questo anche il resto delle scelte liturgiche di Papa Francesco,che sembrerebbero fare di LUI come una sorta di "COPIA" del Poverello D'Assisi,che però NON ERA PAPA.Purtroppo il popolo si lascia trasportare dalle apparenze e soprattutto dai media,e non pensa che la MISSIONE và ben oltre.
    Il BENE della CHIESA,il far rinascere,specie nell'Europa ormai quasi SCRISTIANIZZATA,la FEDE in CRISTO,è essenzialmente tutto quello che ha SIGNIFICATO.
    Benedetto XVI,non è mai stato capito,x quello sembra quasi un "incidente di percorso",ma racchiudeva in SE' TUTTO QUESTO.

  • #2

    Biancamargherita (martedì, 09 aprile 2013 12:03)

    Quello che mi preoccupa di più è cercare di convincere le persone che Benedetto sia stato una specie di "incidente di percorso". Come al solito continua la campagna diffamatoria contro Benedetto. Cardinale, Papa, Papa emerito quello che fa problema è sempre Joseph Ratzinger. Ma ci vogliamo chiedere perché?
    Coloro che hanno amato e seguito papa Benedetto a che a lui devono molto (come la sottoscritta) hanno sopportato otto anni di calunnie e maldicenze, il dolore della rinuncia e ora, come se non bastasse, ancora calunnie contro chi non solo non può difendersi ma mai lo ha voluto fare. Io, che sono partita molto ben disposta verso papa Francesco ed che ancora lo sono, sono però molto addolorata che una situazione del genere si debba vivere proprio all'interno della Chiesa. Questo non fa bene alla Chiesa!!

  • #3

    Sandra (martedì, 09 aprile 2013 14:49)

    Sono assolutamente d'accordo chiediamo al Papa di rispettare la Chiesa le sue tradizioni e i suoi simboli la Chiesa sopravviverà a lui quindi oltre all'umiltà è importante la prudenza. Io sono cattolica non tradizionalista non ho mai seguito una messa in latino ma devo dire di essere d'accordo con i tradizionalisti anche perchè diciamoci la verità dall'altra parte cosa c'è? il nulla il caos il cristo fai da te il va ben tutto e il contrario di tutto la volemose bene e questo ce basta spegniamo il cervello gerarchia chiusa nelle sue stanze sale e salotti convegni etc chiese e confessionali vuoti movimenti uno va di qua uno di la il caos ripeto io non sono tradizionalista ma mi trovo d'accordo con loro perciò finitela di parlare di tradizionalisti come se fossero degli appestati!forse su tante cose hanno ragione non solo misericordia ma anche giustizia questà è la verità e questo ci ha insegnato Benedetto 16 per questo è perseguitato e nello stesso tempo beato perchè i beati sono i perseguitati non quelli che ricevono appausi.

  • #4

    Marco (martedì, 09 aprile 2013 22:17)

    Non ho nulla contro Papa Francesco. Per quanto addolorato dalla rinuncia di BXVI ho atteso la sua elezione con un misto di trepidazione e di gioia, che peró da subito si sono trasformati in delusione. Non avevo la pretesa di avere un nuovo Ratzinger, ma mi sarei aspettato che almeno il Successore evitasse l'adozione di un linguaggio simbolico (il piú potente ed immediato) che non puó che essere percepito come una presa di distanza dal Predecessore, anche dai media piú sereni. Spero che ci sia una ragione in quello che sta succedendo, ma, obiettivamente, ora sento la Chiesa meno mia, e sono confuso. E credo che Papa Francesco stesso abbia l'interesse a non farsi percepire come un "normalizzatore" dopo l'anomalia (?) benedettiana. Che sia in linea con Ratzinger sui valori fondamentali mi consola, ma non mi basta. Tutti i Vescovi, infatti, dovrebbero condividere le Loro posizioni sui valori non negoziabili. Ma dal Papa mi aspetterei qualcosa di piú: non so esattamente cosa, ma sicuramente non la ricerca del facile plauso delle folle (in fin dei conti era una folla, la stessa folla, quella delle Palme e del "crucifige")

  • #5

    Emanuele (venerdì, 03 maggio 2013 00:46)

    Mi dispiace leggere questi commenti. Scusate, al di là delle costruzioni mediatiche o di quello che riporta la stampa, ma le omelie di papa Francesco le ascoltate? Ve le siete lette? Si possono rileggere tranquillamente, fateci un pensierino. Personalmente le trovo cariche di significato e altamente ispirate, meno dottrinali del suo predecessore, che ritengo sempre essere uno dei massimi teologi, ma assolutamente genuine e sulle quali ritengo ci debba essere maggiore riflessione. Signori, lo Spirito Santo ha scelto, e credo abbia scelto un'ottima persona, coem sempre del resto. Il criterio di scelta premia sempre una persona di altissimo profilo, pur se con idee diverse. QUalunque papa venga scelto quindi è una persona di eccellenza. Il suo simbolo è la semplicità. Magari preferite i simboli di qualche papa rinascimentale in pompa magna ma in armatura e spada?

  • #6

    romina (lunedì, 13 maggio 2013 15:23)

    Sto leggendo con attenzione molti articoli pubblicati dalle correnti cattoliche più tradizionaliste, e leggo o critiche velate, ironiche o molto più dirette in merito a Papa Francesco. Sono d'accordo con Emanuele, il Papa che è in carica è stato scelto dallo spirito santo come del resto i suoi predecessori. Ciascuno ha un suo carisma e quindi è chiamato a lavorare nella vigna del Signore per assolvere determinati compiti. Io sono una praticante ma non tradizionalista, ma non ho mai contestato gli abiti, i paramenti le omelie ecc del papa emerito, anzi le ho lette con attenzione e cercato di capirle o farmele spiegare da persone più capaci di me... purtroppo leggo troppa cattiveria in merito al nuovo papa e la cosa mi ferisce, vedendo che i tradizionalisti vanno a criticare il vicario di Cristo... sempre che anche per i tradizionalisti sia lo stesso Cristo. Non solo ma ricordo che la fedeltà al papa è regola aurea per restare all'interno della madre chiesa!!!

  • #7

    fra' Sereno (martedì, 24 settembre 2013 15:54)

    Bel articolo anche se la mia sensibilità e la mia formazione, che ritengo ottima, non mi hanno mai portato a dare importanza a certe cose, come per esempio il fanone di cui ignoravo persino l’esistenza. Ho come punto d’appoggio la Tradizione biblica. Si porti pure il fanone ma consapevoli che è un simbolo tardivo e (molto) facoltativo. Invece ciò che indica l’uguaglianza di dignità di tutti i battezzati attorno alla mensa eucaristica non è mica facoltativa nel cristianesimo! Come abbiamo potuto pensare che Colui che non aveva pietra dove posare il capo e che, da ricco che era, si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà, potesse essere meglio rappresentato da usi e vesti sontuose. Sono francescano perché non dovevo, guardando a s Francesco, dire: “Ah! Ma questo si deve intendere nel profondo, spiritualmente, dietro le apparenze che sono quelle della ricchezza e della mentalità mondane!”. Con Francesco l’esterno indicava l’interno. Francesco era povero non pauperista. Mandava in giro i suoi frati con pisside d’oro regalate da benefattori per darle gratuitamente ai parroci poverelli o trascurati delle campagne affinché mantengano decorosamente l’Eucaristia. E a quanto mi risulta Bergoglio non è pauperista ma plasmato dalla sua esperienza con i poveri, poveri davvero e dalla sua urgenza missionaria. E questo è un grande bene per la Chiesa stessa e per il mondo intero. Evviva i Papi che hanno letto i segni dei tempi e cominciato il viaggio della semplificazione della Chiesa liberandola sempre di più da ciò che è mondanità imperiale sia sul piano mentale e degli usi sia sul piano materiale. Sì, anche noi, come vorremmo una Chiesa povera e a servizio dei poveri e non impegnata ad annullare con le sue tradizioni la Parola di Dio e la sua urgenza! Che poi i tradizionalisti siano molto preparati, ritengo questa espressione una marineria caritatevole verso di loro ma la mia esperienza è che non è assolutamente vero. Riguardo al Motu Proprio sul V. O. che esige che chi vuol celebrare in latino deve, per avere il diritto di farlo, possedere di questa lingua un dominio tale da poter comprendere le preghiere della liturgia, non ho ancora mai incontrato qualcuno che sia a questo livello. Non basta sapere il significato del Pater noster. Il Padre nostro lo conosco in latino greco arabo spagnolo portoghese francese tedesco e inglese. Ma, purtroppo non posso dire di conoscere bene tutte queste lingue. Ma non è certamente il dettato del Concilio e del buon senso della tradizione liturgica che interessa molto queste persone (:intendere la liturgia attraverso i suoi riti e le sue preghiere). I vostri lettori commentano il commissariamento dei F.I. come un voler vietare loro la celebrazione conforme al V.O. Non conosco il problema ma sono certo che non è questo il motivo del commissariamento, non può essere questo. fra' Sereno. Napoli

  • #8

    fra' Sereno. Napoli (martedì, 24 settembre 2013 16:09)

    Rileggendo vedo che non sono stato completo: i Papi che hanno camminato semplificando la Chiesa cominciano da Pio XII che ha preparato il Concilio Vaticano II, e poi quanti altri passi dopo con Giovanni XXIII perseguitato post-mortem come eretico, Paolo VI, anche lui perseguitato come affossatore della Chiesa, con Giovanni Paolo I e II, con Benedetto che non solo ha lavorato per la collegialità ma ha introdotto molte novità, compreso questa straordinaria rinuncia. Non ci rendiamo conto forse che Papa Francesco ha le caratteristiche che ha annunciato Benedetto parlando del suo successore? Un grande pregio di Benedetto è stato anche il rispetto per i carismi. Non condivido a pelle la sua personale sensibilità liturgica ma so, sulla mia pelle, che ha difeso chi non aveva la sua sensibilità liturgica. Non abbiate paura, non lasciatevi ingannare dalla stampa, è Dio che guida la Chiesa, non i giornalisti. Studiate meglio la storia della Chiesa. Non è cominciata con il vostro catechismo di prima comunione né con le vostre esperienze giovanili di entusiasmo per Gesù. Anche Gesù era acclamato da folle sterminate. Cercate piuttosto di ascoltare Papa Francesco. Aprite la vostra mente al vostro cuore. fra' Sereno, Napoli

  • #9

    Tommaso Pellegrino (mercoledì, 19 marzo 2014 16:37)

    Benedetto XVI un incidente di percorso???!!! Ma, francamente, tra Benedetto e Franceschiello, chi vi sembra di più un vero incidente di percorso???? Non vi saluto con un buon giorno, nè vi dico buon appetito, ma vi rivolgo l'eterno "SIA LODATO GESU' CRISTO".
    Tommaso Pelegrino - Torino

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